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Bambini con indole manesca?

Autore:

The child in anger.

Scopriamo insieme come gestirli ed educarli.

La rabbia si può manifestare in molti modi: può essere diretta verso l’altro oppure verso se stessi attraverso comportamenti autolesionisti (tirarsi i capelli, mordersi le mani, sbattere la testa contro il muro o per terra) o, infine, si può manifestare anche come chiusura in se stessi o rifiuto dell’altro.

Possibili cause dell’aggressività dei bambini:

  • un piacere anticipato e non soddisfatto (promesse non mantenute)
  • un modo per attirare l’attenzione dell’adulto
  • l’essere presi in giro (nell’età scolare)
  • un “no” non accettato
  • una frustrazione (es. volere un oggetto e non poterlo avere)
  • uno stile educativo che non trasmette al bambino “accettazione incondizionata” (che lo fa sentire inadeguato, non amato, che invia messaggi negativi sulla sua persona)
  • solitudine protratta per molte ore al giorno (anche davanti alla TV)
  • l’arrivo di un fratellino e quindi la gelosia
  • la separazione da una persona amata
  • la stanchezza e un ambiente troppo affollato e/o troppo rumoroso

Bambini-maneschi2Nel caso in cui il comportamento aggressivo come picchiare sia rivolto verso i genitori, i nonni o altre persone adulte la prima cosa da fare è dire “anche se sei arrabbiato, la mamma non si picchia” e si ferma il bambino impedendogli di picchiarci.

Se voi genitori siete molto arrabbiati può essere utile prendere tempo per calmarsi; con i bambini più grandi si può dire: “adesso non posso parlare perché sono ancora arrabbiata per quello che hai fatto, ne parliamo dopo”.

bambini maneschi

Nel caso in cui siamo di fronte a due bambini che litigano per prima cosa provate a non interferire facendo gestire la situazione direttamente ai bambini, favorendo così la capacità di risolvere i conflitti in autonomia. Se la questione non si risolve intervenite e invitate il bambino a dire la sua su quanto accaduto. È importante dare un nome alle emozioni mentre si stanno manifestando, cercando di esplicitare la causa della rabbia: es. “vedo che sei molto arrabbiato perché Luca ti ha preso il gioco, prova a chiedergli se te lo restituisce”. È utile anche spiegare le intenzioni del bambino aggressivo al bambino aggredito: “Luca non voleva farti male, voleva solo giocare con la tua macchinina”.

Il deviare l’attenzione verso un altro oggetto può essere efficace con i bambini più piccoli, ma non sempre funziona con i bambini grandi. Con i bambini grandi è meglio puntare sulla condivisione e sui turni.

I litigi tra bambini comunque sono una normale tappa della crescita. Fino a 6-7 anni non c’è l’intenzionalità di fare male. Dai 3-4 anni si può iniziare a parlare ai bambini in modo più adulto, spiegando che usare la violenza per imporsi sugli altri non è corretto e consigliando di esprimere sempre a parole il proprio risentimento.

I bambini imparano a gestire le emozioni osservando gli adulti, per imitazione: è importante quindi che noi per primi riusciamo a gestire le nostre emozioni e a non farci sopraffare dalla rabbia quando magari siamo di fronte ad un comportamento che ci infastidisce. Così facendo gli diamo la possibilità di imparare sin da piccoli a gestire le proprie emozioni e a imparare il rispetto per l’altro.

I bambini “arrabbiati” a volte sono bambini che hanno “bisogno di essere visti e contenuti dal punto di vista affettivo”, se noi li ignoriamo peggioriamo le cose. Il contenimento fisico può essere utile nei casi in cui il bambino perda il controllo del proprio corpo e rischi di farsi male: in tal caso l’abbraccio deve essere contenitivo (ma non ostile) e prolungato fino a quando non avvertite che il bambino si sta rilassando.

Ricordate che ai bambini piace sentire che i genitori hanno il controllo delle diverse situazioni, che sanno che cosa è bene per loro e come bisogna comportarsi per questo lo stile educativo più amato dai bambini è uno stile che lega assieme FERMEZZA e TENEREZZA.

Cercate di dare poche regole (non dire continuamente al bambino non fare questo, non fare quello) e di anticipare quello che avverrà (es. al parco, “tra dieci minuti, quando ti chiamo, andiamo a casa” oppure “quando hai finito questo gioco andiamo”) per evitare le crisi di rabbia dei bambini.

Se il vostro bambino manifesta aggressività, potrebbe essere utile scegliere giochi fisici e liberatori che fungano da valvole di sfogo come la guerra dei cuscini, oppure iscrivetelo ad uno sport intenso, meglio se all’aria aperta.

Oppure consultate questo libro per esercizi antistress e tecniche di rilassamento.

Voi care Mamme, cosa ne pensate? Se avete qualche consiglio utile da condivere scrivetelo nei commenti!

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